Precedenti analisi e studi, disponibili nella letteratura scientifica, hanno già sostenuto che se le costanti fondamentali – quali la velocità della luce (c), la costante di Planck (ℏ), la costante gravitazionale (G) e la costante di struttura fine (α) – fossero dinamiche, l’universalità delle leggi attuali verrebbe meno, per essere sostituita da “meta-leggi” più profonde e veramente universali che governano l’evoluzione di questi campi.
In questa direzione, la Teoria dei Campi Tetrad (TFT) propone un quadro concettuale e matematico in cui quattro campi fondamentali interagiscono per plasmare sia la struttura che la dinamica della realtà. Nello specifico, essa postula che la realtà sia stratificata in quattro livelli co-implicati: il Campo di Planck (Φ), il Campo Alfa (α), il Campo Informazionale (I) e il Campo della Materia (M). Questi campi forniscono un substrato che integra fenomeni quantistici, cosmologici e legati alla coscienza.
A differenza della fisica convenzionale, che considera le costanti fondamentali come parametri fissi, la TFT le eleva a campi dinamici, le cui interazioni sono alla base dell’emergere di strutture e modelli coerenti. Questo articolo riassume i fondamenti della teoria, il ruolo di ciascun campo e le implicazioni per la fisica, la coscienza e l’unificazione delle prospettive quantistiche e cosmologiche.
Il contributo principale della TFT è la definizione di una gerarchia ontologica coerente che formalizza il meccanismo di dispiegamento, che rappresentava una lacuna concettuale centrale nell’influente teoria di Bohm.
Introducendo il Campo Alfa come mediatore, la teoria fornisce un meccanismo attraverso il quale la pura possibilità (Campo di Planck) viene incanalata in una forma persistente (Campo della Materia). Inoltre, la teoria fornisce un’interpretazione dinamica dell’entanglement quantistico (campo informativo non locale), suggerendo che esso sia l’espressione di una coerenza geometrica emergente che mantiene l’integrità indivisa del sistema cosmico.
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